Taranto

Volti, silenzi e dignità: un racconto fotografico sociale

Taranto Vecchia non è solo un luogo. È una frontiera invisibile tra la storia e l’abbandono, tra la vita che resiste e quella che scivola ai margini. Il mio reportage fotografico nasce qui, tra vicoli consumati dal tempo e muri che portano ancora addosso le crepe dell’indifferenza.

Con l’obiettivo puntato non solo su ciò che si vede, ma su ciò che si sente, ho cercato di raccontare il tessuto umano che abita questa parte dimenticata della città. Anziani che restano, bambini che giocano tra porte sfondate, donne che si affacciano al balcone come a sorvegliare un quartiere che cambia troppo lentamente.

Ogni fotografia è un incontro: un volto segnato dalla fatica, una mano che stringe un rosario, uno sguardo che non chiede nulla ma dice tutto. Ho voluto raccontare la bellezza cruda della quotidianità, fatta di piccoli gesti e grandi silenzi, dove la dignità sopravvive anche nella fragilità.

A Taranto Vecchia ho trovato storie che non fanno rumore, ma che meritano di essere viste. È una città nella città, dove le contraddizioni si toccano con mano, ma dove pulsa ancora un’umanità autentica, spesso ignorata.

Questo racconto fotografico è un atto di ascolto. Uno sguardo rispettoso su chi resta e resiste. Un invito a guardare, davvero.

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